Il calcio



E’ lo sport nazionale, il più chiacchierato e seguito, è lo sport che, grazie al totocalcio, permette il finanziamento delle Federazioni Sportive e che quindi contribuisce in maniera determinante alla promozione di tutto lo sport.

Televisione, giornali sportivi e non, dedicano al calcio spazi e tempi grandissimi, le cronache delle partite e le notizie sui calciatori trovano sempre interessanti lettori, le partite domenicali attirano negli stadi milioni di spettatori.

E’ sicuramente lo sport più praticato al mondo, è bello e spettacolare quando è giocato ad alto livello, ma mantiene il suo fascino anche quando i giocatori non sono dotati di abilità particolari.

Le sue regole, essenziali e logiche, lo rendono facilmente comprensibile; fa eccezione la regola del “fuori gioco” che, proprio per questo, viene spesso abolita quando lo si gioca a livello ricreativo.

La sua grande diffusione e popolarità è sicuramente dovuta anche al fatto che non richiede attrezzature ed impianti particolari, il campo di gioco regolamentare è fondamentalmente un prato con due porte, ma viene praticato con la stessa passione in qualsiasi ambiente e, ciò che più conta, il numero dei componenti la squadra può variare a piacere senza che l’interesse per la partita venga meno.

La facilità di mettere a disposizione il terreno di gioco e qualcuno che “se ne intenda” ha fatto sì che ogni città, ogni paese, anche il più piccolo e sperduto, abbia potuto organizzare la squadra di calcio ed offrire così a tutti la possibilità di praticare “lo sport”.

Può essere sicuramente uno sport “a basso costo di gestione” per cui è accessibile ad ogni giovane, qualunque siano le condizioni sociale e le possibilità economiche della famiglia.

 


CENNI STORICI


Sport di origine antichissima, il calcio si fa derivare dal cinese “Tsu-Chu” (palla spinta dal piede) praticato nel 2600 a.C..

Verso la fine del XIV secolo nacque il “calcio fiorentino”, che presentava molti punti di contatto con il rugby di oggi. Giochi analoghi si diffusero in Francia e in Inghilterra, boicottati dalle autorità per la loro rudezza. Proprio in Inghilterra nel XVIII secolo prese forma il “dribbling.game”, antenato del calcio moderno e del rugby, disputato da squadre di undici o ventidue giocatori, che ammetteva però l’uso delle mani.

Il primo codice di regole è della metà dell’Ottocento, allorché in Inghilterra il gioco si diffuse con il nome di “football”, ma il vero atto di nascita si fa risalire al 23ottobre 1863 quando, nella taverna dei Liberi Muratori, in Great Queen Street, a Londra, venne costituita la English Football Association (la prima società calcistica del mondo, lo Sheffield Club, è del 1857). Del 1871 e 1872 sono la Coppa d’Inghilterra e il primo incontro internazionale Inghilterra-Scozia. Le prime regole riguardanti il fuori gioco sono del 1866. Nel 1876 fu creata a Londra l’International Football Association Board, che sovrintende alle modifiche del regolamento.

Così nel 1890, fu introdotta la figura dell’arbitro giudice unico e dei due guardalinee.

In Italia, il calcio giunse nel 1887. Del 1898 sono la Fondazione della Federazione Italiana Football (FIF) , poi trasformatasi in Federazione Italiana gioco calcio (FIGC), e il primo campionato nazionale, disputato tutto in una giornata e vinto dalla squadra del Genoa.

La squadra nazionale nacque nel 1910 ed esordì battendo la Francia. Le maglie dei giocatori, dapprima bianche, furono poi mutate in azzurre. I primi tornei nazionali si disputarono con la formula di molti gironi e numerose squadre.

Le maggiori, nel 1922, diedero vita a una scissione con la Confederazione calcistica italiana (CCI), ma rientrarono dopo un anno nei ranghi.

Il primo campionato veramente nazionale con due sole eliminatorie di dieci squadre l’una e un girone finale a sei ebbe luogo nel 1927 mentre dal 1929-1930 esso si svolse a girone unico (formula abbandonata solo nell’immediato dopoguera, poiché la linea gotica aveva diviso le squadre del Nord e del Sud, riunite nella primavera del 1946 da un girone finale). Sempre nel 1929-1930 nacque il campionato di serie B.

 


DATI TECNICI


Il calcio si gioca in un campo rettangolare, possibilmente erboso, largo da 45 a 90 me lungo da 90 a 120 m , i cui angoli sono delimitati da bandierine gialle .

Le porte, al centro delle linee di fondo, sono alte 2,44 m larghe 7,32 m, delimitate da due pali verticali e da una traversa orizzontale dipinti di bianco. Alcune linee bianche solcano il campo delimitandolo nelle sue aree: una di esse lo attraversa a metà per tutta la sua larghezza. Il centrocampo è segnato con un punto visibile, attorno al quale ruta un circolo con un raggio di 9,15 m. L’area di rigore si allarga fino a 16,50 m da ogni palo della porta, costituisce quindi un rettangolo di 40,32 m per 16,50 m : presenta, sul lato opposto alla porta, una lunetta con raggio di 9,15 m dal dischetto del calcio di rigore, distanza che deve essere mantenuta dai giocatori mentre viene battuta la massima punizione. L’area di porta è delimitata da due linee perpendicolari alle linee di porta, lunghe 5,50 m e distanti 5,50 m dai pali.

Il punto del calcio di rigore è situato a 11 mt. Di un’immaginaria linea perpendicolare alla linea di porta elevata nel punto mediano.

Intorno al campo esiste una fascia sgombra di almeno 1,50 mt; a uguale distanza, fissata ai ali, alla traversa e a terra dietro le porte, è posta una rete che accoglie la palla entrata in rete.

La palla, di cuoio, delle circonferenza di 68/71 cm, non può essere cambiata senza autorizzazione durante il gioco.

Ogni squadra si compone di un portiere, due terzini (destro e sinistro), tre mediani (laterale destro, centromediano, laterale sinistro), e cinque attaccanti o avanti (ala destra, mezz’ala o interno destro, centrattacco o centravanti, mezz’ala o interno sinistro , ala sinistra).

In competizione ufficiale i giocatori infortunati non possono venire sostituiti, a eccezione, talvolta, del portiere. Una partita viene però sospesa se una squadra, per infortuni o espulsioni, si trovi con meno di sette giocatori.

I portieri indossano maglie di colore diverso da quello dei compagni. Le apposite scarpe, con strisce di gomma o cuoio o plastica della larghezza di almeno 12,7 mm. Oppure con bulloni rotondi del diametro minimo di 12,7 mm., non sono obbligatorie. Sono vietate le placche metalliche e l’orologio da polso: è consentito invece l’uso degli occhiali.

L’arbitro è coadiuvato da due guardalinee e, che si trovano sulle linee laterali con il compito principale di segnalare con una bandierina il fuorigioco (fase irregolare, nella quale un giocatore, quando viene giocata la palla, non ha fra sé e la linea di fondo almeno due avversari, portiere compreso), o altri falli, e il punto d’uscita della palla; in quest’ultimo caso, quando un giocatore causa l’uscita della palla da una linea laterale, la rimessa in gioco, effettuata con le mani, spetta alla squadra avversaria; quando un giocatore causa l’uscita della palla dalla linea di fondo avversaria o propria, l’avversario usufruisce rispettivamente di un calcio di rinvio o di un calcio d’angolo.

 


IL GIOCO


La partita viene disputata in due tempi di 45 minuti l’uno, con recupero finale del tempo eventualmente perso non in fasi di gioco, intervallati da un periodo di riposo minimo di 5 minuti (in media l’intervallo è d 10 minuti).

Le due squadre dopo l’intervallo, cambiano campo. Vince la squadra che al termine della partita avrà segnato maggior numero di reti (goal); quando entrambe le squadre non abbiano segnato alcuna rete o ne abbiano segnato un numero uguale, la partita finisce in pareggio, o parità. Se la partita, in quanto finale di un torneo, o di altra manifestazione, deve dare un vincitore, un’eventualità parità dopo i 90 minuti regolamentari dà luogo a due tempi supplementari di 15 minuti l’uno , senza riposo, ma con cambio di campo. In caso di nuova parità, l’incontro verrà ripetuto o la vittoria verrà assegnata a sorteggio.

Pure per sorteggio avviene il calcio d’inizio, momento in cui gli avversari debbano trovarsi ad almeno 9,15 mt. Dalla palla fuori cioè del cerchio centrale.

La palla non è più in gioco quando l’arbitro abbia fischiato una sospensione, oppure quando esso abbia superato interamente una linea laterale o una linea di porta.

Perché una rete , o un punto (goal), sia valida, occorre che la palla oltrepassi interamente la linea tra i pali e sotto la traversa della porta, , purché non sia stata spinta o toccata con la mano. Inoltre il punto non è valido se senato direttamente su calcio d’inizio, calcio di rinvio o rimessa laterale. Falli e scorrettezze vengono puniti con calci di punizione diretti, indiretti e calci di rigore.

Gli autori dei falli e delle scorrettezze possono essere richiamati, ammoniti o espulsi dall’arbitro. Solo il portiere, nella sua area di porta o nell’area di rigore, può usufruire delle mani, oltre che dei piedi, per impossessarsi del pallone e respingerlo.

La tecnica individuale del calciatore consiste nel saper ricevere la palla e controllarla (palleggio); conquistarla (tackle); nel saper marcare o smarcarsi; correre con la palla al piede; passare la palla; scartare l’avversario (dribbling); tirare di testa e di piede.

Nei tornei o campionati, generalmente si assegnano tre punti per la vittoria e uno per il pareggio. A parità di punti finale, qualora non si richieda una partita di spareggio, generalmente si assegna la vittoria alla squadra che vanta il maggior numeri di reti.

La squadra vincitrice il campionato italiano viene proclamata campione d’Italia. Secondo il regolamento sancito dalla FIGC, le ultime classificate del campionato di serie A retrocedono in serie B, mentre vengono promosse in serie A le prime della serie B. Analogo meccanismo regola i passaggi dalla serie B alla serie C e viceversa


PREPARAZIONE FISICA


Per la grande varietà di situazioni di gioco di ruoli, il gioco del calcio richiede parecchie qualità psicomotorie.

Siamo quindi dell’opinione che il giovane calciatore debba possedere un’ottima preparazione di base per poter affrontare con profitto la preparazione tecnica e che la specializzazione nel ruolo non debba essere precoce perchè la personalità, il temperamento e la struttura fisica possono essere valutate in modo preciso solo versi i 15/16 anni.

Purtroppo capita spesso che sia la preparazione fisica che la scelta del ruolo non rispettino queste regole elementari.

Si esegue un allenamento modesto sotto l’aspetto della preparazione fisica per tendere a migliorare quasi esclusivamente la capacità di “trattare la palla2 e si inizia una specializzazione nel ruolo quando non sono ancora definiti né i tratti della personalità né le caratteristiche fisiche e strutturali.

 


IL TIFO


Il tifoso, il sostenitore della squadra, ha un ruolo che lo porta ad essere qualcosa di più di un semplice spettatore dell’avvenimento sportivo; il tifoso vive, partecipa alla partita che sente anche sua e, molto spesso, anziché godere dello spettacolo calcistico per divertirsi e rilassarsi, trova modo di soffrire, emozionarsi, arrabbiarsi fino ad arrivare a scaricare la tensione accumulata nei confronti del malcapitato arbitro e dei tifosi di parte avversa.

Il sostegno che i tifosi offrono ai giocatori con gli applausi e gli incitamenti è da considerarsi un vero e proprio “aiuto”; sono sorti a questo proposito i “club” dei tifosi che con un tifo organizzato rendono la partita “giocata in casa” più facile di quella “giocata fuori”

Ma il tifo nel calcio ha raggiunto “livelli di guardia” che tendono a presentarlo come fenomeno negativo. Quando il tifoso non è educato allo sport, quando non è in grado di valutare serenamente e obiettivamente i valori in campo e le situazioni che si vengono a creare, quando l’intolleranza della sconfitta spinge ad andare oltre il giusto aiuto morale e psicologico, per arrivare alle intimidazioni ed agli atti di teppismo in grado di mettere in pericolo l’incolumità dei giocatori e degli stessi spettatori, lo sport muore, finisce la competizione e inizia la battaglia che dallo sport trae solo il pretesto.

E’ storia la tragica finale di Bruxelles di Coppa Campioni che costò la vita a varie decine di persone; è il caso più eclatante, ma purtroppo non isolato: gli incidenti, i feriti (e perfino i morti) sono ormai cronaca quotidiana e continuerà così se potranno ancora accedere allo stadio teppisti per nulla interessati allo spettacolo sportivo.

 


IL PROFESSIONISMO


Il calcio, per primo, ha permesso il professionismo sportivo, ha permesso cioè ai più bravi di “vivere” di calcio. Il colossale giro di affari mosso dal gioco del calcio, ha fatto sì che i protagonisti delle partite fossero pagati a suon di centinaia di milioni, aggiungendo così al fascino del gioco un motivo molto forte di attrazione per i giovani.

Ma se il mondo del calcio da una parte offre gross4 motivazioni sia ai giovani che ai loro genitori, dall’altra ha dato il via ad una serie di pericoli che molto spesso “scottano” i troppo ottimisti e poco preparati aspiranti calciatori.

La prospettiva dei favolosi guadagni, apparentemente alla portata di tutti, dalla fama, dei grandi viaggi ha facilitato il compito dei “talent scouts” che troppo spesso agiscono da veri e propri commercianti di giovani promesse che, credendosi “arrivate” nel momento stesso in cui vengono selezionate, accettano ogni condizione, rinunciando a tutto e spesso vanno incontro ad una serie di delusioni che possono lasciare il segno. Lo stipendio dello sportivo ha la funzione di permettere una disponibilità a tempo pieno per la preparazione, condizione che dovrebbe incrementare la qualità dello spettacolo sportivo, ma sarà bene tener sempre presente che la concorrenza è molto grande e che il lavoro del calciatore è “temporaneo” e quindi non deve essere trascurata la possibilità di prepararsi anche per una professione “definitiva”.

 



Inserito da dat il Dom, 20/08/2006 - 18:10 Visualizza per la stampa