Osiride - Iside - Horus



Iside

La dea del cielo che ha conquistato un impero


Non'ostante in origini fosse venerata come una generica dea del cielo nel basso Egitto, come altri Dei egizi, si vede in Iside una carriera in crescita per quanto riguarda il numero di suoi veneratori e di conseguenza dei ruoli e dei poteri a lei attribuiti.

Partiamo dalle origini:

come gia detto agli esordi della sua venerazione era una comune Dea dei cieli, il suo tempio più antico si trova nel basso Egitto, a tredici chilometri dal tempio di Osiride.

Probabilmente proprio la vicinanza dei loro templi, ha portato la tradizione popolare a vedere questi due Dei uniti in matrimonio.

Con questa unione il culto e la notorietà di Iside aumentano, viene infatti venerata non più come una Dea generica, anzi, inizia a rappresentare la figura della sposa e della madre di famiglia, ma viene vista in seguito anche come guardiana dei morti (I gatti, gia altamente diffusi nell'antico Egitto, venivano visti e venerati come creature che Iside mandava per proteggere i morti.) insieme alla cognata Nifte.

Le storie e le leggende su Iside si moltiplicano e ne fanno crescere la venerazione, una delle più conosciute storie isiache, vede protagonista il Dio del sole Ra' morso da un serpente creato da Iside,

la quale si offre di guarirlo in cambio dei poteri magici da lui custoditi. Per poterle donare i suoi poteri, Ra' le deve rivelare la sua identità. Dopo averlo fatto, Iside, che già veniva vista come potente Dea-maga, diventa a tutti gli effetti la Dea della magia.

Di miti come questi ce ne sono a decine, sparsi tra i vari papiri egizi (Presenze ed accenni del mito Osiriaco si trovano nei Testi Delle Piramidi e negli scritti di Plutarco.) ritrovati, ma un mito in particolare, quello Osiriaco, è degno di nota.

Assassinato Osiride dal fratello Set, Iside percorre il paese alla ricerca della salma del marito e quando l'ha trovata riesce ancora a concepire da lui un figlio. Set la perseguita ed ella si rifugia nel Delta, dove partorisce Horo (horus), che alleva di nascosto amorevolmente. Horo, divenuto adulto, è riconosciuto erede di Osiride dal tribunale della Grande Enneade e Set punito.

In Bassa Epoca fu adorata ovunque in Egitto; il suo tempio più importante era situato nell'isola di File.

In età ellenistica il culto di Iside, assimilata a divinità locali in Fenicia, Palestina, Siria, Asia Minore e infine in Campania e a Roma, conobbe una rapida diffusione nel mondo mediterraneo. Divenne la protettrice dei naviganti , la dea del mondo sotterraneo e dei sortilegi magici; fu chiamata Panthea e “dea dai mille nomi”, diventando una grande dea universale.

A Roma, fino all'Impero il suo culto fu contrastato; in seguito Calligola, Claudio e Nerone ne favorirono l'espansione, che culminò sotto Adriano. Templi di Iside sorsero ovunque in Occidente, in Gallia, in Spagna, in Germania e nelle regioni del Danubio; vi si celebravano i misteri isiaci, ai quali si poteva partecipare dopo lunghe iniziazioni e grandi feste pubbliche, di cui due furono particolarmente famose.

In una, celebrata in novembre, si rappresentavano la ricerca e la scoperta del corpo di Osiride; l'altra, celebrata in marzo, apriva la navigazione. Il culto isiaco resistette nel mondo occidentale fino alla fine del paganesimo; gli ultimi riti ufficiali furono celebrati a Roma nel 394 d.C.


Osiride

Il sovrano della vita oltreterrena


Osiride è un'importante divinità egizia dalla figura molto complessa, il cui nome (Usir) è d'origine ancora sconosciuta.

La sua venerazione si è sviluppata inizialmente nel basso Egitto ma con la 5ª dinastia il suo mito è già ben delineato. Decisivo per la crescita della sua venerazione, deve essere stata soprattutto l'attrattiva esercitata dal tema osiriano, di una vita che può continuare nel corpo dopo la morte. È forse in questa fase che Osiride è identificato come il sovrano defunto (in qualche modo l'opposto (come nella maggior parte delle religioni, anche quella egizia presenta le inconfondibili caratteristiche di equilibrio tra cielo e terra, vita e morte, bene e male, terra e cielo (quest'ultimo sta nei compiti di Iside, cioè separare cielo e terra)) del suo erede Horo, visto come il sovrano vivente).La sua figura prende a questo punto forme e dimensioni più umane, il terribile dio e giudice dei morti diventa così una divinità di carattere benigno.

La figura del sovrano defunto è iconograficamente chiara: il dio è sempre ritratto come mummia e reca gli attributi della regalità (pastorale, flagello, corona dell'Alto Egitto fiancheggiata da due piume).

Molto importante è il desiderio di garantire al sovrano dei vivi non solo la sopravvivenza, ma anche la protezione di fronte al tribunale ultraterreno che l'attende.

Conseguenza di questa identificazione è la rapida diffusione nel popolo del culto di Osiride:

questi diventa un dio di salvezza, nel senso della partecipazione alla vita oltremondana di tutti i sudditi attraverso la persona del sovrano che li rappresenta.

I principali santuari del dio si trovavano a Busiri, ad Abido e nell'isola di Bigge. Il culto di Osiride passò in Occidente in età ellenistico-romana, sebbene sempre molto in ombra rispetto a quello di Iside.


Horus

Lo sguardo del sole e della luna


Horus è la principale divinità egizia, all'inizio era una divinità del cielo, rappresentato da uno sguardo fatto con il sole e la luna, viene rappresentato anche ieracomorfa (con forma di falco anche se con il tempo prende forme più umane nel corpo mentre la testa rimane ieracocefala, a forma di falco).

I miti e le opinioni si contrastano sulle sue origini.

In alcuni miti era il figlio di Ra', Dio del sole, e fratello di Set, suo acerrimo nemico, per questo motivo era chiamato dagli ieracompoli (popolo, tribù unificatrice dell'Egitto) Ra-Horakhti.

Secondo un altro mito è stato invece generato da Iside che grazie ai suoi poteri di magia è riuscita a concepire un figlio con la salma di Osiride, sovrano della vita dopo la morte, e marito di Iside.

Tra Horus ed Osiride c'è un particolare rapporto speculare:

Osiride era rappresentato dal sovrano, cioè il faraone, dopo il passaggio ultraterreno del suo corpo (la teoria Osiridiana si basa sul concetto che dopo la morte il corpo continua a vivere, ecco il motivo per cui le tombe piramidali all'interno della camera funebre c'erano cibi e utensili di utilizzo quotidiano oltre alle varie ricchezze in oro), mentre Horus veniva rappresentato dal faraone in vita.

Sappiamo infatti che il faraone oltre ad essere capo politico ed economico, rappresentava sopratutto la divinità di Horus in terra, alla sua morte nel suo corpo si vedeva la divinità di Osiride.

A Edfu si trovano ancora importanti rovine del più importante tempio costruito in suo nome in età tolemaica.


Inserito da dat il Mer, 16/08/2006 - 14:02 Visualizza per la stampa