CANTO SESTO
1-27. RISPOSTA ALLA PRIMA DOMANDA: GIUSTINIANO NARRA LA SUA VITA. Lo spirito, rispondendo alla prima domanda del poeta, dichiara di essere Giustiniano, portatore dell’Aquila romana dopo più di duecento anni che Costantino ne aveva trasferito la sede in oriente. Parla poi della sua conversione alla fede vera e della sua opera legislativa.
28-36. RAGIONI DELLA DIGRESSIONE SULL’IMPERO. Data risposta alla prima domanda del poeta, Giustiniano afferma che la natura stessa di tale risposta, con l’accenno all’aquila romana, lo obbliga ad indicare come erroneamente agiscano i Guelfi e i Ghibellini, gli uni combattendo “il sacrosanto segno”, gli altri indebitamente appropriandoselo.
Continua a leggere →CANTO TERZO
1-33. APPARIZIONE DELLE ANIME BEATE. Dante alza il capo verso Beatrice per dichiarare di aver compreso la verità sulle macchie lunari, ma una improvvisa visione lo distrae. Gli appaiono i volti di varie anime, ma così tenui da sembrare immagini riflesse in un vetro trasparente o in acque nitide. Credendo appunto di vedere delle immagini riflesse, Dante si volge indietro, ma non scorge nulla. Stupito, guarda Beatrice che, sorridendo, gli spiega che si tratta veramente di spiriti beati relegati qui per non aver adempiuto ai voti fatti, e lo invita a parlare con essi fiduciosamente.
Continua a leggere →CANTO PRIMO
37-81. TRASUMANAZIONE E ASCENSIONE DI DANTE. Riprende la narrazione del viaggio rimasta interrotta con la fine della seconda cantica e il proemio della terza. Indicato il momento cronologico dell’azione, Dante narra che, tornato dall’Eunoè, vede Beatrice volta a sinistra a fissare il sole. Anch’egli fa altrettanto e, riuscendo a figgervi gli occhi, scorge una grande luce. Tornato con lo sguardo a Beatrice si sente trasumanare: pur non accorgendosene, sta salendo con la sua donna verso il cielo, solo da un fatto nuovo è colpito: una dolce armonia e una straordinaria luminosità.
Continua a leggere →CANTO SECONDO
1-18. MONITO AI LETTORI. Dante, prima di proseguire nella narrazione del suo viaggio, si rivolge ai lettori ammonendoli a considerare le proprie forze e a ben riflettere se possano seguirlo ancora nell’ardua materia del suo canto. Fin qui hanno potuto intenderlo, ma ora la materia che egli tratta è difficile e nuova e solo coloro, che per tempo si sono rivolti ai più alti studi filosofici e teologici, possono seguirlo e comprenderlo.
Continua a leggere →Presentazione dei personaggi: I personaggi sono sempre introdotti e descritti dall’autore curando più il carattere che l’aspetto fisico.
Personaggi – ruoli: Per primo troviamo Pin, il protagonista del romanzo. E’ un ragazzo la cui unica colpa è di essere forse troppo maturo per la sua età, costretto a crescere a causa della vita che conduce, ma in fondo è ancora un bambino che cerca un amico al quale confidare i suoi segreti.
Continua a leggere →Naturalismo H. Taine /1828 – 1833) – Filosofia dell’arte.
Arte (come scienza) -> muovere dal dato reale e dall’uomo (Arte = documento umano)
Uomo = prodotto di 3 fattori ->
race (elemento biologico, razza, ereditarietà) milieu (ambiente) moment (momento storico) Artista ->
non deve alterarla con sentimenti e pensieri deve favorire l’espressione autonoma deve rimanere “al di qua” dell’opera deve essere impersonale Naturalismo -> Scrittore = scienziato ->
uomo = prodotto di 3 fattori (Taine) Arte = fatto di natura deve indagare sul reale (osservare!
Continua a leggere →Vita e opere
Nato a Zante, isola ionia appartenente alla Repubblica veneta, alla morte del padre si trasferì a Venezia (1793) dove completò gli studi.Il poeta manifesta una forte carica polemica e si avvicina alle posizioni di Napoleone. Nel 1797 viene rappresentata con successo la tragedia “Tieste”. Inizia il periodo dei viaggi dominati dall’impegno politico. Gli incontri e scontri ideologici e politici si accompagnano ad esaltazioni e passioni amorose. Durante il soggiorno milanese conosce Parini e Monti.
Continua a leggere →1- Da dove deriva la denominazione Decadentismo?
Il termine “decadente” ebbe, in origine, un senso negativo; fu infatti rivolto contro alcuni poeti che esprimevano lo smarrimento delle coscienze e la crisi di valori di fine Ottocento, sconvolto dalla rivoluzione industriale, dai conflitti di classe, da un progressivo scatenarsi degli imperialismi, dal decadere dei più nobili ideali romantici. Questi poeti avvertirono il fallimento del sogno più ambizioso del Positivismo: la persuasione che la scienza, distruggendo le “superstizioni” religiose, sarebbe riuscita a dare una spiegazione razionale ed esauriente del mistero della vita e avrebbe posto i fondamenti di una migliore convivenza degli uomini.
Continua a leggere →LA CRITICA AL POSITIVISMO
Negli ultimi decenni dell'800nella cultura europea - in Germania come in Francia, in Inghilterra e in Italia - si sviluppa una critica dei principi su cui si era fondata sino a quel momento l’idea stessa della ragione umana.
In prima fila, l’avversario da abbattere appare il dogmatismo scientista del positivismo, con la sua certezza di leggi operanti all’interno della vita naturale, psichica e sociale. Ma la critica coinvolge, al di là del Positivismo, tutta la cultura e la civiltà borghese precedente, dall’illuminismo al Neoclassicismo, dal Naturalismo al Romanticismo.
Continua a leggere →Vita
Umberto Saba nacque a Trieste nel 1883 da madre, Rachele Coen, ebrea e da padre, Ugo Poli, cristiano, che abbandonò la moglie ancora prima della nascita del figlio, per questo Umberto rifiutò il nome paterno per assumere quello di Saba.
Da piccolo fu tenuto a balia da una contadina slovena, Peppa, a cui rimase sempre legato, ma a tre anni fu riportato in famiglia. Questo ritorno a casa, unito alla separazione con la balia, alla poca affettuosità di una madre ancora amareggiata nei confronti dell’ex marito, causò il clima di angoscia destinato a perseguitarlo per tutta la vita.
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